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>> 23/01/2008
| Bagneria, si assegna il Premio Francese Sarà assegnato venerdì 25 gennaio a Gianluigi De Stefano, per un documento con il quale ha ricostruito la vita e le vicende legate alla prematura morte di Giancarlo Siani, giovane pubblicista napoletano assassinato nel 1985 a seguito delle sue inchieste sulla criminalità organizzata in Campania, il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2008. La cerimonia di consegna si terrà durante i lavori del convegno «La notizia sotto assedio», venerdì prossimo, a Villa Cattolica, a Bagheria (Pa). La manifestazione, che quest'anno conta anche sul patrocinio del Comune di Bagheria, ed è dedicata al giornalismo d'inchiesta, inizierà alle 10, con l'inaugurazione della mostra «Una vita in cronaca», un'installazione con 29 pannelli fotografici, trasferiti per l'occasione dalla scuola di giornalismo dell'Università di Palermo, che raccontano, in un mix di testi e foto, Mario Francese: l'uomo, il professionista, le inchieste, le indagini sulla sua morte. A seguire, dopo i saluti del sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, e dell'introduzione del presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro, sarà proiettato il documento televisivo vincitore del premio che porta la firma di De Stefano e che è stato mandato in onda all'interno della serie televisiva «La storia siamo noi» curata da Giovanni Minoli. Subito dopo si procederà alla premiazione dei tre vincitori del concorso per le migliori tesi di laurea in giornalismo. Alle 11.45, moderati dalla giornalista Egle Palazzolo, si apriranno i lavori della tavola rotonda alla quale parteciperanno Gianni Riotta, Giovanni Minoli, Francesco Michele Stabile, Vincenzo Vasile, Gaetano Savatteri, Maurizio De Lucia, Gioacchino Genchi, Giovanni Pepi e Francesco La Licata. Interverranno, con le loro testimonianze di coraggio e di professionalità Lirio Abbate, Nino Amadore, Dino Paternostro e Federico Orlando, ai quali sarà consegnata una targa dell'Ordine dei giornalisti «quale conferma della solidarietà per gli atti intimidatori subiti a causa del loro lavoro di inchiesta e denuncia e riconoscimento per il loro impegno civile e professionale». Ulteriori riconoscimenti verranno consegnati alle redazioni siciliane della Rai e dell'Ansa per la qualità e la tempestività dell'informazione sui fatti di mafia in Sicilia. Altro momento significativo nel pomeriggio, alle 15, 30. L'amministrazione comunale di Bagheria intitolerà la via Chiusa di Aspra alla memoria di Mario Francese. E' la via adiacente alla casa estiva, di fronte al mare, in cui Mario Francese ha trascorso le vacanze per 15 anni con la famiglia. Il suon "buen retiro", dove si dedicava agli hobby preferiti: il giardinaggio e la cura dei suoi tanti animali, uccellini, galline, conigli, cani. abr/com 23-Gen-08 15:48 |
>> 19/01/2008
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Mario Francese e gli altri
giornalisti uccisi a maggio giornata
nazionale della memoria
«Mario Francese, così come gli altri
sette giornalisti uccisi in Sicilia dagli anni '60 ad oggi saranno
ricordati il prossimo 3 maggio a Roma, in Campidoglio, nel corso della
Prima 'Giornata della Memoria a ricordo dei giornalisti uccisi da mafie
e terrorismo. "La proposta del Gruppo siciliano dell'Unione
cronisti - dichiara l Presidente dell'Unci Sicilia - è stata
approvata all'unanimità nel novembre del 2006 nel corso di un consiglio
nazionale dell'Unci che si è svolto a Viareggio. Ci sembra giusto, in
questo modo, ricordare tutti quei cronisti che sono stati uccisi da
mafie e terrorismo perchè ritenuti scomodi. Oltre Francese ricorderemo
Mauro De Mauro, Cosimo Cristina, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giuseppe
Alfano, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Walter
Tobagi, Carlo Casalegno e tutti quei cronisti uccisi dal terrorismo
internazionale o in zone di guerra".
L'istituzione di una Giornata ad hoc per Mario
Francese e gli altri giornalisti uccisi, aggiunge Zingales, "fa
il paio con il Giardino della Memoria di Ciaculli, a Palermo, che vede
impegnati da alcuni anni cronisti e magistrati in una particolare
iniziativa di legalità sul versante della lotta contro la mafia. Il
sito, lo scorso 15 giugno, è stato visitato anche dal Presidente della
Repubblica Giorgio napolitano che ha incontrato i familiari delle
vittime della mafia".
(ITALPRESS).
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| UNIONE CRONISTI RICORDA MARIO FRANCESE A PALERMO ...... A 29 anni dall'omicidio, il Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani ricorda il sacrificio del cronista Mario Francese con una cerimonia che avrà luogo il prossimo sabato, 26 gennaio, sul luogo dell'agguato. Mario Francese fu ucciso da un killer di mafia la sera del 26 gennaio 1979, in viale Campania, a Palermo. Il giornalista, originario di Siracusa, era sposato e padre di 4 figli. Per il Giornale di Sicilia seguiva la cronaca giudiziaria. L'agguato scattò non appena il giornalista, posteggiata l'auto sotto casa, stava per raggiungere il portone dello stabile in cui abitava. Il Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani ha organizzato anche quest'anno, davanti al cippo che ricorda il brutale assassinio, la commemorazione del coraggioso cronista per la giornata in cui ricorre il 29esimo anniversario dal barbaro assassinio. L'appuntamento è per le ore 8,30 di sabato 26 gennaio 2008 davanti al cippo che ricorda il barbaro omicidio, in viale Campania. Saranno presenti, oltre ai vertici regionali dell'Unci, la vedova ed i figli di Francese, tra cui Giulio, anch'egli giornalista. |
>> 11/01/2008
| "Mario
Francese", il 25 gennaio la premiazione a Villa Cattolica
A
Bagheria (Palermo) la cerimonia conclusiva dell'iniziativa organizzata
dall'Ordine di Sicilia |
>>12/01/2008
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Una via di Aspra ricorderà il cronista ucciso dalla mafia nel 1979. Il 25 gennaio le grandi firme del giornalismo nella città delle ville [...]
A 29 anni di distanza da quel
giorno, il Comune di Bagheria ha deciso di intitolare al cronista ucciso
dalla mafia una strada di Aspra. L´attuale via Chiusa diventerà via
Mario Francese il prossimo 25 gennaio, al termine di un importante
convegno dal titolo "La notizia sotto assedio - corsa ad ostacoli
delle tante scomode verità dell’Informazione" e della premiazione
dei vincitori del premio istituito dall´Ordine dei Giornalisti di Sicilia
e intitolato proprio alla memoria di Francese. Per l´evento, previsto
nella splendida cornice di Villa Cattolica, è già annunciata la
partecipazione di grandi firme del giornalismo e personalità impegnate
nella lotta alla mafia: tra queste il direttore del Tg1 Gianni Riotta, il
presidente dell´Ordine dei Giornalisti di Sicilia Franco Nicastro, il
condirettore del Giornale di Sicilia Giovanni Pepi, il sacerdote Francesco
Michele Stabile, i giornalisti Lirio Abbate, Vincenzo Vasile, Gaetano
Savatteri, Dino Paternostro, Egle Palazzolo e Francesco La Licata, il pm
Maurizio De Lucia, infine il consulente informatico della procura
Gioacchino Genchi. Prevista anche la proiezione del video vincitore del
premio e l´inaugurazione della mostra “Una vita in cronaca”, la
storia di Mario Francese in 25 pannelli di foto, cronaca e commenti. |
>>01/10/2007
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La catena degli orrori Nella città smemorata |
>>03-9-2007
>>26-4-2007
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Napolitano ricorda Francese,
"coraggioso giornalista"
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(ANSA)
- PALERMO, 26 APR - «Desidero rivolgere un saluto partecipe a tutti i
presenti alle iniziative legate al premio dedicato a Mario Francese,
coraggioso cronista siciliano ucciso dalla mafia, che quest'anno si
svolgono a Ragusa in omaggio a Giovanni Spampinato, che in questa città
ha onorato la professione giornalistica e i valori di verità, legalità
e giustizia». Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano in un messaggio inviato al presidente dell' ordine dei
giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro, in occasione
dell'inaugurazione, questo pomeriggio nella sede dell'Archivio di Stato
a Ragusa, della mostra su «Il giornalismo che non muore,viaggio nel
giornalismo d'inchiesta attraverso le storie dei
cronisti uccisi». La mostra è inserita nell' ambito del premio «Mario Francese» che quest'anno si svolge a Ragusa in memoria di Giovanni Spampinato, corrispondente del quotidiano L'Ora di Palermo, ucciso a venticinque anni, il 27 ottobre 1972, nella sua città. «È importante - prosegue il capo dello Stato - che in questa occasione si rifletta sul giornalismo di inchiesta attraverso lestorie di diciassette cronisti, di ogni parte del paese che,lungo 50 anni, hanno offerto significative testimonianze di coraggio professionale, di impegno civile e di dedizione ai principi costituzionali di democrazia e libertà». «Queste storie - conclude Napolitano - drammatiche ma esemplari, costituiscono parte essenziale di una memoria condivisa da trasmettere alle nuove leve del giornalismo e alle giovani generazioni»(ANSA). |
>>26-4-2007
| Forgione: una giornata della
memoria per Francese e gli altri giornalisti uccisi
«L'informazione nel corso degli anni, per via delle trasformazioni
intervenute, ha perso lo spirito e il carattere dell'inchiesta». Lo
ha affermato il presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione,inaugurando
la mostra fotografica Il giornalismo che non muore a Ragusa nell'ambito
delle iniziative del premio Mario Francese che quest'anno si svolgono nel
capoluogo ibleo per ricordare i35 anni dall'uccisione del cronista
Giovanni Spampinato. La mostra «Il giornalismo che non muore, viaggio nel giornalismo
d'inchiesta attraverso le storie dei cronisti uccisi», dedicata alle vite e al
lavoro di diciotto protagonisti della storia degli ultimi cinquant'anni del giornalismo italiano, da Giovanni Amendola a
Maria Grazia Cutuli è stata allestita presso l'Archivio di Stato è ha aperto la due giorni di eventi e dibattiti organizzati
nell'ambito del premio Mario Francese. «Racconta una pagina oscura della storia di un Paese e ripercorre le tappe di
un'emergenza democratica che qui in Sicilia ha conosciuto la fase più acuta e drammatica. Non a caso otto dei 18 giornalisti
ricordati sono siciliani - ha ricordato in apertura Franco Nicastro, presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti - e
proprio Ragusa è stata scelta quest'anno perché è la città nella quale 35 anni fa veniva ucciso il giovanissimo collega
Giovanni Spampinato le cui inchieste assumono, in questa carrellata, una valenza ed una carica simbolica. Tanto da fare
affermare all'allora Procuratore generale Tommaso Auletta, responsabile dell'inchiesta sull'assassinio del collega 'se non
sono questi i compiti dei giornalisti, allora si possono chiudere i giornali». Come ogni edizione anche stavolta è stata riservata una sezione
del concorso alle tesi di laurea in giornalismo. Primo premio ad Accursio Sabella per il suo lavoro su Sciascia. Secondo a Giovanni
Caltanissetta autore di una tesi su Cosimo Cristina, storia di un
giornalista morto tre volte e tre volte dimenticato. Terzo premio a Laura
Burgio, autrice di una tesi sulle Storie di giornalisti infiltrati.
Segnalati inoltre i lavori di Cristina Foti, Mirko Falciglia, Salvatore
Morelli, Rocco Rossitto e Maria Luisa Di Stefano. |
>> 05/05/07
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Intitolata la Scuola di Giornalismo al
cronista ucciso dalla mafia
Cronisti in erba nel nome di FranceseL'inaugurazione a 27 anni esatti dall'omicidio del giornalista del Giornale di Sicilia. "Questo è un anniversario non di tensione, ma di gioia, come non mi era mai successo", dice commosso Giulio Francese, il figlio di Mario. "Un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro", afferma il rettore Silvestri. Secondo il segretario dell'Ordine nazionale, Vittorio Roidi, "questa intitolazione non è solo bella e giusta, ma è anche una responsabilità, perché Mario si è giocato la pelle per cercare la verità". Il presidente dell'Odg siciliano, Franco Nicastro, ricorda con nostalgia "la capacità di andare dentro i fatti, come sapeva fare Francese" Il tempo è stato galantuomo. A 27 anni esatti dall'omicidio di Mario Francese, la scuola di Giornalismo dell'Università di Palermo prende il nome del cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia per avere voluto indagare e svelare verità nascoste. Alla cerimonia, svoltasi nell'aula magna della facoltà di Scienze della Formazione, hanno partecipato, tra gli altri, il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Vittorio Roidi, il presidente dell'Ordine di Sicilia, Franco Nicastro, il rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, la preside della facoltà di scienze della Formazione, Patrizia Lendinara, il direttore della scuola di Giornalismo, Antonio La Spina, oltre al direttore di Ateneonline, Natale Conti, ai tutor e ai praticanti del laboratorio. Nell'occasione è stata anche inaugurata la mostra permanente "Mario Francese, una vita in cronaca. Per rompere il silenzio", curata da Giovanna Fiume e Salvo Lo Nardo, un'esposizione di trenta pannelli, sistemati all'ottavo piano dell'edificio 15 in viale delle Scienze, che ripercorrono la vita e la carriera del cronista del Giornale di Sicilia. "Per me, per la prima volta, è un anniversario non di tensione ma di gioia - dice commosso Giulio Francese, figlio di Mario -. I giovani ricordano mio padre, che è rimasto a lungo dimenticato. Coerenza, coraggio, la volontà di non cedere. E' questa la lezione morale che ci ha lasciato in eredità". Giulio, giornalista, ricorda che la morte del padre "non fu un caso, perché fu l'unico in quel momento ad avere intuito il nuovo volto della mafia. Dopo il suo assassinio cominciò a Palermo la strage degli innocenti". "La scelta di Francese come punto di riferimento etico è importante e emozionante - osserva Giuseppe Silvestri -. Mario è un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro. Lui aveva saputo interpretare i pericoli che si stavano addensando nella società e voleva informare di questo i cittadini. Ecco perché oggi deve essere una giornata per esaltare i valori civili". "Dedicare una scuola di giornalismo a Francese è prima di tutto un impegno - ha detto Vittorio Roidi -, perché Mario si è giocato la vita per questo mestiere. Una scuola di giornalismo non deve essere una scuola di eroi e martiri, ma deve insegnare a cercare la verità dietro i fatti ufficiali. Quello del cronista non è un mestiere per impiegati, ma per chi ci crede". Franco Nicastro ricorda con nostalgia il giornalismo siciliano degli anni '70. "Palermo è sempre stata la sede di una 'scuola' di giornalismo di lungo corso e Mario era uno dei suoi esponenti principali". E non lesina le critiche al modo moderno di fare giornalismo e alle logiche editoriali: "Oggi è la notizia che raggiunge i giornali. Manca la capacità di andare dentro i fatti, come Mario sapeva fare. E' questo che si deve insegnare in una scuola. Gli editori spingono verso la precarizzazione del mestiere, che limita la libertà del giornalista e colpisce l'interesse dei lettori a conoscere veramente i fatti". Il presidente dell'Ordine di Sicilia attacca anche il mondo politico: "Il rapporto tra giornalismo e politica oggi si pone in termini di emergenza democratica. Questa è una professione che va fatta al di fuori dei condizionamenti". "Con le sue inchieste, sempre solidamente documentate- afferma Patrizia Lendinara - Francese si propone come modello di giornalismo, non solo per i giovani". "Intitolare questa struttura a Mario Francese - dice Antonio La Spina - non è un punto d'arrivo ma di partenza, perché è una grande responsabilità". "Il ricordo di Mario è sempre stato forte, con lui si parlava di tutto - ha detto Natale Conti -. Siamo orgogliosi di questo nome. Vorrei ringraziare Angelo Meli, che mi ha preceduto alla direzione di Ateneonline e che mi ha dato l'idea di intitolare a Francese il laboratorio". Alla cerimonia ha partecipato anche Sonia Alfano, la figlia di Beppe, altro cronista ucciso tredici anni fa dalla mafia. La donna lamenta che suo padre è stato dimenticato: "E' un giornalista senza bandiera. La memoria non deve essere un fatto di commemorazioni. Dimenticando non si va incontro solo a una morte fisica, ma anche a una morte civile". dovekobe (26 gen 06)
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>> 03/04/2007
| Il
premio Mario Francese all'inviato Sigfrido Ranucci
Consegnato
il riconoscimento al giornalista di Rainews24 Con un reportage sull’uso di armi chimiche a Fallujia, Sigfrido Ranucci si è aggiudicato il premio dedicato al cronista di giudiziaria ucciso dalla mafia nel 1979. Nella sezione tesi di laurea hanno vinto Salvatore Cataldo, Maria Teresa Camarda e Adriana Falsone. A consegnare il riconoscimento è stato Giulio Francese, figlio di Mario. Nell'ambito del concorso, l'Ordine di Sicilia ha anche organizzato una mostra sui giornalisti uccisi, un incontro con lo scrittore Vincenzo Consolo (nella foto assieme a Franco Nicastro) e un confronto con i ragazzi di “Addio pizzo”. Sigfrido
Ranucci, inviato di RaiNews24, è l'autore del servizio sulla strage
nascosta del novembre 2004, avvenuta a Fallujah, città ribelle dell'Iraq,
con l'impiego di bombe al fosforo da parte degli Usa. Un'arma letale, che
arriva a dissolvere i corpi. Ranucci ha documentato con immagini
inedite quanto affermava, ha sentito testimoni e protagonisti americani
della vicenda, mentre non ha voluto parlare di ulteriori elementi su
cui non aveva riscontri certi e inoppugnabili. Un giornalismo molto poco
"embedded", dunque, e che pur tra mille difficoltà e
pericoli, ha rivelato un aspetto che era stato trascurato dalle
verità ufficiali. A lungo, nonostante si trattasse di uno scoop, il suo
servizio non è andato in onda e, quando è stato trasmesso, è andato in
seconda serata. |
>> 26/01/2006
| Il tempo
è stato galantuomo. A 27 anni esatti dall'omicidio di Mario Francese, la
scuola di Giornalismo dell'Università di Palermo prende il nome del
cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia per
avere voluto indagare e svelare verità nascoste. Alla cerimonia, svoltasi nell'aula magna della facoltà di Scienze della Formazione, hanno partecipato, tra gli altri, il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Vittorio Roidi, il presidente dell'Ordine di Sicilia, Franco Nicastro, il rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, la preside della facoltà di scienze della Formazione, Patrizia Lendinara, il direttore della scuola di Giornalismo, Antonio La Spina, oltre al direttore di Ateneonline, Natale Conti, ai tutor e ai praticanti del laboratorio. Nell'occasione è stata anche inaugurata la mostra permanente "Mario Francese, una vita in cronaca. Per rompere il silenzio", curata da Giovanna Fiume e Salvo Lo Nardo, un'esposizione di trenta pannelli, sistemati all'ottavo piano dell'edificio 15 in viale delle Scienze, che ripercorrono la vita e la carriera del cronista del Giornale di Sicilia. "Per me, per la prima volta, è un anniversario non di tensione ma di gioia - dice commosso Giulio Francese, figlio di Mario -. I giovani ricordano mio padre, che è rimasto a lungo dimenticato. Coerenza, coraggio, la volontà di non cedere. E' questa la lezione morale che ci ha lasciato in eredità". Giulio, giornalista, ricorda che la morte del padre "non fu un caso, perché fu l'unico in quel momento ad avere intuito il nuovo volto della mafia. Dopo il suo assassinio cominciò a Palermo la strage degli innocenti". "La scelta di Francese come punto di riferimento etico è importante e emozionante - osserva Giuseppe Silvestri -. Mario è un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro. Lui aveva saputo interpretare i pericoli che si stavano addensando nella società e voleva informare di questo i cittadini. Ecco perché oggi deve essere una giornata per esaltare i valori civili". "Dedicare una scuola di giornalismo a Francese è prima di tutto un impegno - ha detto Vittorio Roidi -, perché Mario si è giocato la vita per questo mestiere. Una scuola di giornalismo non deve essere una scuola di eroi e martiri, ma deve insegnare a cercare la verità dietro i fatti ufficiali. Quello del cronista non è un mestiere per impiegati, ma per chi ci crede". Franco Nicastro ricorda con nostalgia il giornalismo siciliano degli anni '70. "Palermo è sempre stata la sede di una 'scuola' di giornalismo di lungo corso e Mario era uno dei suoi esponenti principali". E non lesina le critiche al modo moderno di fare giornalismo e alle logiche editoriali: "Oggi è la notizia che raggiunge i giornali. Manca la capacità di andare dentro i fatti, come Mario sapeva fare. E' questo che si deve insegnare in una scuola. Gli editori spingono verso la precarizzazione del mestiere, che limita la libertà del giornalista e colpisce l'interesse dei lettori a conoscere veramente i fatti". Il presidente dell'Ordine di Sicilia attacca anche il mondo politico: "Il rapporto tra giornalismo e politica oggi si pone in termini di emergenza democratica. Questa è una professione che va fatta al di fuori dei condizionamenti". "Con le sue inchieste, sempre solidamente documentate- afferma Patrizia Lendinara - Francese si propone come modello di giornalismo, non solo per i giovani". "Intitolare questa struttura a Mario Francese - dice Antonio La Spina - non è un punto d'arrivo ma di partenza, perché è una grande responsabilità". "Il ricordo di Mario è sempre stato forte, con lui si parlava di tutto - ha detto Natale Conti -. Siamo orgogliosi di questo nome. Vorrei ringraziare Angelo Meli, che mi ha preceduto alla direzione di Ateneonline e che mi ha dato l'idea di intitolare a Francese il laboratorio". Alla cerimonia ha partecipato anche Sonia Alfano, la figlia di Beppe, altro cronista ucciso tredici anni fa dalla mafia. La donna lamenta che suo padre è stato dimenticato: "E' un giornalista senza bandiera. La memoria non deve essere un fatto di commemorazioni. Dimenticando non si va incontro solo a una morte fisica, ma anche a una morte civile". dovekobe (26 gen 06) |
>> 2005
Premio Francese, vince Fabrizio Gatti
Il Premio Francese 2005 è stato assegnato a Fabrizio Gatti dell’Espresso per l’inchiesta sul Cpt di Lampedusa. L’annuncio è stato dato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro. La cerimonia di consegna si svolgerà il 2 dicembre prossimo al palazzo della Provincia di Siracusa. Al convegno, dedicato al cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia, sarà proposta una riflessione su un genere giornalistico costretto a difendere i propri spazi di fronte alla diffusione incalzante di una “informazione spettacolarizzata, omologante e superficiale”. L’annuncio della manifestazione è stato dato
oggi a Siracusa dal presidente dell’Ordine, Franco Nicastro. “Gatti
- ha spiegato - viene premiato per avere realizzato un servizio sul
centro di accoglienza degli immigrati a Lampedusa: un tema che ‘oggi
assume una drammatica attualità’”. Letizia Loiacono
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>> 01/12/2004
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A
Carlo Lucarelli il Premio Francese 2004 "Onorato di riceverlo nella città di Sciascia" ![]() Conferito allo scrittore e conduttore della trasmissione televisiva “Blu notte” il premio intestasto al cronista ucciso nel 1979. La cerimonia ha concluso il seminario che si è tenuto a Palermo e Racalmuto (introduzione ai lavori di Franco Nicastro). Nella motivazione, la commissione ha spiegato di avere "apprezzato l'impegno con cui è stata realizzata la puntata sulla mafia". La sezione tesi di laurea è stata assegnata a Gesualdo Nasca, Roberto Valguarnera e Giovanna Cucè
Il convegno su Sciascia giornalista (“Il romanzo quotidiano”),
organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia, si è concluso a
Racalmuto con l’assegnazione del premio di giornalismo Mario Francese a
Carlo Lucarelli, scrittore e conduttore della trasmissione televisiva
“Blu notte”. (1 dicembre 2004) |
>> 03/11/2002
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In ricordo di Giuseppe- ore 21.30 " I Candelai" via Candelai Palermo. Musica, foto, presentazione del sito web, distribuzione del volume "Con i miei occhi" |
>> 29/10/2002
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Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, informa il Consiglio della richiesta di iscrivere alla memoria, nell’albo dei pubblicisti, Giuseppe Francese... |
>> 28/10/2002
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Onora il padre. Un sito per i Francese (Giornale di Sicilia –Gioweb, 28-10-2002) Onora il padre. Giuseppe aveva solo 12 anni quel 26 gennaio del 1979 quando un killer uccise nostro padre, Mario Francese e ferito la sua anima di bambino. Onora il padre è stato da allora il «comandamento» della sua vita, fino a quella mattina del 3 settembre scorso quando Giuseppe, a 36 anni, ha deciso di svoltare in fretta l’angolo di questa vita... |
>> 28/10/2002
l home l chi sono l foto l articoli l dicono di me l mail l
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