Giuseppe

Francese

     

Chi sono
Foto
Con i miei occhi
News
Articoli
Dicono di me-Blog

La Casa di Giuseppe

Articoli      

Castelli di rabbia

A venti anni dalla morte di mio padre, Mario Francese, finalmente qualche squarcio di verità


‘Suicidato’ dalla mafia?  

Cosimo Cristina venne trovato morto sui binari della galleria Fossola,a Termini Imerese, un pomeriggio dell‘ormai lontano 1960. Il professore Giovanni Cappuzzo, recentemente scomparso, avrebbe voluto rievocare il ‘caso’.

[...]

Con i miei occhi      
Mio padre è stato un grande giornalista investigativo. Scriveva soprattutto di mafia. Per questo lo hanno ucciso: ventidue anni fa. Che fosse il migliore lo dice un'inchiesta giudiziaria, sfociata poi in un processo. Sette le condanne.[...]

 

 

..

>> 09/010/2011

Allo scomparso Giuseppe D’Avanzo va il Premio Mario Francese 2011

9 ottobre 2011 [ premio Mario Francese 2011 ]
Una serata per ricordare Mario Francese e Giuseppe D’Avanzo, per onorare la memoria di due protagonisti del giornalismo d’inchiesta che hanno scritto pagine e pagine di scomode verità, alla ricerca di fatti e notizie che hanno inciso profondamente nella storia di questo Paese e in particolare della Sicilia.

E’ stato consegnato ieri sera, presso il Nuovo Teatro Montevergini, nel quadro delle iniziative del Festival della Legalità, il premio intitolato a Mario Francese che, per la prima volta dal 1993, viene assegnato a un giornalista scomparso: Giuseppe D’Avanzo, penna di punta de “La Repubblica” e autore di numerose inchieste giornalistiche. Il riconoscimento, attribuito dall’Ordine dei giornalisti e dalla famiglia del cronista a un giornalista che si è distinto nella professione nel corso dell’anno, è stato ritirato dai colleghi Attilio Bolzoni e Fausto Gianì.

 Nell’albo d’oro figurano esponenti illustri dell’informazione: da Gianni Minoli a Michele Santoro, da Piero Marrazzo a Lucia Annunziata, da Maurizio Costanzo a Ferruccio De Bortoli, da Gian Antonio Stella a Enrico Deaglio.
Ma la serata è stata anche l’occasione per ricordare Mario Francese, cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, e il suo lavoro: Salvo Toscano e Tiziana Martorana hanno moderato il talk show dal titolo “Mario Francese – Il perché del silenzio”, con la partecipazioni di Francesca Barra, Felice Cavallaro, Vittorio Corradino, Franco Nicastro e Salvo Palazzolo. Sono stati inoltre assegnati altri riconoscimenti ai giornalisti Giancarlo Macaluso, Elvira Terranova, Leonardo Orlando e Riccardo Lo Verso. Quest’ultimo, cronista di punta del mensile di cronaca “S”, si è aggiudicato il riconoscimento nella sezione speciale “Giuseppe Francese”.
Serata che ha fatto il paio con la presentazione, avvenuta la mattina a Palazzo Steri, del libro “Il quarto comandamento” di Francesca Barra. Una giornata che è stata una preziosa occasione per ricostruire le tessere della memoria, riprendere in mano oltre trent’anni di silenzi e misteri sull’omicidio del cronista siracusano ed interrogarsi sui doveri della professione giornalistica. >>> [ articolo+gallery ]

>> 08/010/2011

Festival della legalità, presentato allo “Steri” il libro sul giornalista ucciso dalla mafia e sul figlio Giuseppe

“ Il quarto comandamento”
Mario Francese ricordato con gli studenti

Una giornata interamente dedicata, nell’ambito del Festival della legalità, a Palermo, alla memoria di Mario Francese, il giornalista ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Francese fu l'unico a intervistare la moglie di Toto' Riina, Ninetta Bagarella, e il primo a capire i nuovi interessi della mafia corleonese. Per ricordare il suo giornalismo investigativo e' stato presentato, nella sala magna di palazzo Steri, il libro 'Il quarto comandamento', di Francesca Barra, vincitrice lo scorso anno del premio intitolato al giornalista siciliano. All'incontro, moderato da Roberto Puglisi, hanno partecipato il magistrato Laura Vaccaro; Giulio Francese, primogenito di Mario, il consigliere dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena. Con loro anche alcuni studenti di Palermo. ''Sono felice che, dopo 32 anni, si parli di mio padre Mario Francese e di mio fratello Giuseppe, con il primo libro scritto sul loro conto - ha detto il figlio Giulio, rivolgendosi ai ragazzi -. Eliminando Mario Francese, la mafia ha riconosciuto, ahime', il valore professionale che altri colleghi non hanno avuto in quegli anni, mentre erano ancora vivi boss di primo piano. Eppure, dopo la sua morte, e' calata una cappa di silenzio preoccupante''. Nel libro non mancano, infatti, riferimenti anche agli anni bui in cui l'omicidio Francese viene dimenticato. L'inchiesta archiviata verra' riaperta soltanto su richiesta della famiglia, molti anni dopo, mentre la sentenza arrivera' nel 2001, con sette condanne, tra cui quella a 30 anni per il boss Toto' Riina e altri componenti della cupola di Cosa nostra, come Leoluca Bagarella e il 'papa' Michele Greco, oltre all'ergastolo per Bernardo Provenzano. Nelle motivazioni della sentenza i giudici scriveranno che, con l'uccisione di Francese, e' stata eliminata ''una delle menti piu' lucide del giornalismo siciliano, un professionista estraneo a qualsiasi condizionamento, privo di ogni compiacenza verso i gruppi di potere collusi con la mafia e capace di fornire all'opinione pubblica importanti strumenti di analisi dei mutamenti in atto all'interno di Cosa nostra, in grado di anticipare gli inquirenti nell'individuare nuove piste investigative. Con la sua morte si apre la stagione dei delitti eccellenti''.
All'incontro e' intervenuta anche Laura Vaccaro, magistrato che ha riaperto le indagini sul processo agli assassini di Francese. ''Sono un sostituto procuratore che appartiene alla categoria dei 'mentalmente disturbati', come sono stati definiti i pm - ha detto il magistrato -. Il processo e' stato possibile per la forza dei figli e perche' noi magistrati abbiamo potuto utilizzare degli strumenti importanti, come i collaboratori di giustizia, da utilizzare con equilibrio. Oggi questo elemento e' visto negativamente. Un altro strumento fondamentale e' quello delle intercettazioni, delle quali non abbiamo potuto disporre nel processo Mario Francese, ma che ci permettono di combattere la mafia non con la clava, ma con le armi giuste. Il problema vero e' la paura di quello che le intercettazioni possono rivelare''. ''Quando ho pronunciato la requisitoria al processo - ha aggiunto il sostituto procuratore - ricordo la dignita', l'abbraccio silenzioso e commosso della famiglia Francese,quando e' stata emessa la sentenza di primo grado''. 
''Molte storie di mafia vengono raccontate e scoperte grazie a film e sceneggiati, che le portano alla ribalta, non e' stato cosi' per Mario Francese, sconosciuto a molti. Ho voluto scrivere un libro che fosse accessibile a molti, per fare conoscere la storia di una famiglia e perche' la memoria e' un esercizio d'amore'', ha sottolineato Francesca Barra, conduttrice radiofonica del programma 'La bellezza contro le mafie', spiegando il senso del proprio libro 'Il quarto comandamento' .”Io ho deciso di scrivere questa storia perchè nessun altro lo aveva fatto prima di me e questo mi addolora”. Francesca Barra, l’autrice del libro, racconta ai ragazzi delle scuole: “Il quarto comandamento non è un libro mio ma appartiene ai suoi protagonisti, io sono stata solo una cerniera”. Il libro è la storia di un padre, che è sempre la storia di un figlio. “Ho cercato di scriverlo in modo che potesse piacere soprattutto a voi e anche imitando la scrittura di Mario Francese: il suo era un giornalismo asciutto, senza fronzoli e io volevo solo che questa storia venisse conosciuta perchè i familiari delle vittime di mafia non dovrebbero mai essere lasciati soli: l’isolamento uccide come ha ucciso Giuseppe. Penso che di fronte la grandezza di quest’uomo- ha concluso- nessuno dovrebbe rimanere sulla sedia”. Il quarto comandamento è “onora il padre e la madre”, “che è quanto hanno cercato di fare i figli di Mario Francese”.
''Fare memoria vuol dire essere coerente con i propri principi, porsi delle domande, capire chi sceglie di pubblicare una notizia e come lo fa, essere informati e responsabili, altrimenti non ha senso ricordare chi si e' sacrificato per la mafia'', il commendo di Giulio Francese, che ha ricordato la figura del padre agli studenti palermitani presenti nello Steri durante la giornata del Festival della Legalita' dedicata al giornalista ucciso. Giulio Francese ha anche parlato a lungo del fratello morto, Giuseppe. “Aveva 12 anni quando è morto mio padre – dice- come lui, tutti noi poi abbiamo convissuto con il tormento. La sua storia è finita in modo tragico ma Giuseppe è vivo, è vivo anche nelle pagine del libro di Francesca Barra, che non è il solito libro sulla mafia: dentro c’è la storia di una famiglia che ha fatto della dignità un obbligo”.
Giulio ha terminato il suo intervento ricordando le ultime parole del padre: ''Nel congedarsi dalla redazione, Mario Francese amava ripetere 'Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado’. Lo ha fatto anche quella sera, sono state le sue ultime parole. Vorrei lo ricordaste così, al termine di una faticosa giornata di lavoro, sorridente alla vita. Poi qualcuno ha deciso di spegnerlo per sempre quel sorriso''.
Tra gli ospiti anche Silvia Francese, figlia di Giulio e nipote di Mario, e Riccardo Arena cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia: “Ragazzi, spegnete la televisione e il computer e provate a leggere questo libro che ha avuto la capacità di entrare in una storia, quella di Palermo, la nostra città che è molto diversa da quella di oggi. Ma questo libro – ha continuato- è anche la storia di una famiglia, di un padre che prima di uscire trovava il tempo di pettinare i suoi figli, la storia di una famiglia amputata”. Infine il ricordo del suo collega: “Abbiamo perso non un eroe ma un grande giornalista, una persona che ha fatto il suo dovere fino alla fine. Forse il torto di Mario è stato proprio quello di ragionare troppo sui fatti. Ci manca molto”.

>> 03/012/2010

A vincere l’edizione 2010 del premio Mario Francese, è stata la giornalista Francesca Barra, grazie alla trasmissione radiofonica “La bellezza contro le mafie“, che conduce su Radio1. 

Un percorso che unisce nord e sud quello tracciato dalle puntate di questa trasmissione, ognuna delle quali esamina una storia, un evento, un fatto legato alla criminalità organizzata, contestualizzandolo. Queste le motivazioni del premio: a Francesca Barra per l’impegno civile e la sensibilità etica che accompagnano da sempre il suo lavoro di giornalista e di scrittrice. Un riconoscimento particolare va soprattutto al programma radiofonico “La bellezza contro le mafie” in onda su Radiorai 1 di cui Francesca Barra è autrice e conduttrice. In uno spazio di grande ascolto vengono proposti con un taglio coinvolgente racconti e memorie su storie legate alla mafia e alle organizzazioni criminali. 

Già nel titolo del programma viene ripreso lo spirito innovativo e dirompente di un pensiero di Peppino Impastato: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. È proprio quello che Francesca Barra fa ogni giorno con grande rigore narrativo e competenza professionale conciliando in modo originale la ricerca giornalistica con il linguaggio radiofonico.
Francesca Barra è giornalista professionista e autrice teatrale. Alla cerimonia di consegna del premio, il 27 novembre a Siracusa, città natale di Mario Francese, ha presentato il recital "Donne non ordinarie", dedicato, tra le altre, a Rita Atria e alla cantante scomparsa Rosa Balisteri. Il lavoro, molto toccante e molto applaudito, è interpretato assieme all'attrice Silvia Francese (nipote di Mario) e alla cantante Valentina Mercuri. Il premio, 
organizzato dall’Ordine dei giornalisti, è stato consegnato da Giulio Francese, figlio del cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, a Palermo. Ala cerimonia erano presenti anche gli altri due figli di Mario Francese, Fabio e Massimo, e la sorella Maria.
A Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e Alberto Spampinato, per l’osservatorio “Ossigeno”, sono andati gli altri riconoscimenti, mentre Luigi Prestinenza ha 
ricevuto un premio alla carriera. Un premio alla memoria è andato invece a Elvira Sellerio. La novità di quest'anno, nell'ambito del premio, sono stati i riconoscimenti speciali Giuseppe Francese, figlio di Mario morto prematuramente nel 2002, a 36 anni: giornalista pubblicista impegnato sul fronte antimafia, ha speso la sua vita per ottenere verità e giustizia per il padre, dando un contributo fondamentale per la riapertura dell'inchiesta e l'avvio del processo che si è concluso con la condanna di Totò Riina, Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano e altri esponenti della 2cupola" di Cosa nostra. 
I premi "Giuseppe Francese" sono stati assegnati ad Angelo Augusto, Pino Maniaci, Giulia Martorana, Michele Naccari e José Trovato, in quanto giornalisti “di frontiera”, che operano in zone di particolare rischio.
[leggi articolo]

.

Barra: Mario Francese un maestro, ricevere un premio a lui intitolato una responsabilità e un impegno.


Francesca Barra, la giornalista di RaiRadio1 che ha vinto il premio Mario  Francese 2010 per il suo programma "La bellezza contro le mafie", non ha  nascosto la sua emozione. Le abbiamo chiesto cosa significa per lei questo riconoscimento. Ecco la sua risposta.

"Anche quando racconto il male, continuo a credere nel bene.
Non ho mai conosciuto Mario Francese. E' morto che avevo un anno. E non ho mai conosciuto suo figlio Giuseppe. Non sono una loro parente, non sono siciliana. Ma come Mario ho scelto, ho sentito, di voler diventare una giornalista come mia unica occasione per cercare e descrivere la verità. Ricevere un premio a lui intitolato simboleggia una responsabilità che si tramanda fra comunicatori, essere giornalisti vuol dire idealmente trasformarsi in una cerniera che unisce i fatti e la loro interpretazione. E come Mario insegna, l'unica via possibile è rispettare l'oggetto senza anteporre l'io narrante. Mi carica di orgoglio perchè non c'è maestro a cui vorrei ispirarmi, se non ad un cronista di nera simile.

Asciutto, generoso, essenziale e 
testardo. Curioso delle dinamiche umane, ambizioso non per gloria personale, 
rigoroso nel lavoro, disteso e pieno di sfumature nella vita personale. Per 
capire chi fosse profondamente mesi fa sono arrivata a Palermo. Ho percorso i 
vicoli della Vucciria, sono entrata al GIornale di Sicilia, percorso la strada 
da casa in viale Campania, dove è stato ucciso, al tribunale. Ed è lì che l'ho 
conosciuto. Ed è allora che un premio è diventato non solo un riconoscimento, 
ma una promessa, un impegno. Volevo indagare sulla sua straordinaria vita [ ... ] [leggi articolo]

 

.

>> 05/05/2010

Milano, 3 maggio giornata della Memoria

«Sono nove, non otto, i giornalisti uccisi dalla mafia in Sicilia». Chi conosce la storia, la storia della mafia, la storia dei martiri dell’informazione, non capisce, pensa si sarà sbagliato. Chi invece sa degli uomini, delle persone, delle esistenze, è perfettamente d’accordo con lui.  A parlare è  Lirio Abbate, inviato dell’«Espresso», giornalista sotto scorta. La circostanza è il 3 maggio, giorno dedicato alla memoria dei giornalisti uccisi. È Milano, questa terza volta di commemorazione organizzata dall’Unci, dall’OdG e dalla FNSI. Con quei trenta nomi letti ad alta voce. Pochi secondi dilatati, nei quali è impossibile non ripercorrere intere biografie, vite di uomini, identità, storie lunghe decenni. Cronisti assassinati dalle mafie e dal terrorismo. Cronisti per cui l’informazione valeva quanto la vita stessa.  E quindi, a Cosimo Cristina, a Mauro De Mauro,a Giovanni Spampinato, a Pappino Impastato, a Mario Francese, a Pippo Fava, a Mauro Rostagno, a Beppe Alfano, va aggiunto un altro nome. Così dice Lirio, e siamo d’accordo con lui. Il nome è quello di un altro Giuseppe. Giuseppe Francese.  «Aveva dodici anni – racconta Abbate – quando vide il corpo del padre colpito a morte sotto casa», sentì tutti e sei i colpi di pistola, scese in strada e vide quel cristo morto gettato nel parcheggio. «Per vent’anni – continua – ha cercato testimonianze, ha raccolto materiali, ha fatto quello che non hanno mai fatto gli inquirenti. Si è fatto giornalista investigativo per regolare i conti col passato. E alla fine è riuscito a far condannare mezza Cupola: Bagarella, Riina, Provenzano e altri quattro». Esecutore e mandanti della morte del primo cronista a fare il nome di Totò Riina su un giornale, sul «Giornale di Sicilia» per il quale seguiva la nera e la giudiziaria. Ucciso perché aveva capito, aveva scritto, della trasformazione imprenditoriale di Cosa Nostra. Degli interessi mafiosi intono alla ricostruzione del Belice terremotato, alla realizzazione della diga di Garcia. Stava  approfondendo. Il suo dossier fu pubblicato postumo. 

«Beh, insomma, Giuseppe ci dedica una vita, e riesce, ce la fa – si infiamma e si commuove Lirio –  trova le prove, e fa mandare all’ergastolo i Corleonesi. Il giorno dopo la sentenza di primo grado, Giuseppe lascia un biglietto, scrive: ho svolto il mio compito, ho fatto il mio dovere, vi abbraccio tutti, scusatemi». E si uccide. Giuseppe è morto, Giuseppe non ha retto. Giuseppe, finito il lavoro, si licenzia, chiede le dimissioni.  Ha scritto Riccardo Orioles di lui: «Ho visto questo Giuseppe una volta sola, a un incontro di giornalisti: una di quelle facce belle e colte di giovani siciliani, con la serietà degli occhiali che combatte con lo scompiglio dei capelli. Aveva qualcosa di amaro dentro, ma non di disperato. E non di disperazione è morto, bensì di solitudine e di stanchezza». Di stanchezza e solitudine è morto il nono giornalista assassinato dalla mafia in Sicilia. Trenta se ne contano ieri. Nove di mafia. Due di terrorismo. Gli altri caduti all’estero mentre raccontavano guerre e sporchi traffici.  A fine maggio, a Milano, saranno trent’anni dalla morte di Walter Tobagi, ucciso da una frangia di terroristi che con quell’omicidio voleva accreditarsi presso le Brigate Rosse. È toccato alla figlia ieri ricordarlo. Benedetta, autrice di “Come mi batte forte il cuore”, sulla storia del padre. Dice Benedetta che c’è differenza tra i giornalisti uccisi dalla mafie e quelli fatti fuori dal terrorismo: «Gli uni freddati per reclamare silenzio. Gli altri per fare il massimo del rumore».

Dice Benedetta, «non chiedetemi cosa avrebbe detto mio padre oggi se fosse ancora in vita», dice «andatevelo a leggere, perché quello che avrebbe detto è già tutto scritto». Ché la memoria, come la storia, non si fa con i se, ma studiando, leggendo, imparando, lavorando.  Giornalisti con la schiena dritta, giornalisti vittime, giornalisti eroi. «No – ammonisce Rosaria Capacchione, collega del «Mattino» sulla quale già da alcuni anni pende la fatwa mafiosa – Non eroi, solo cronisti onesti». Solo cronisti onesti. E tanto basta, in questo assurdo paese, per vivere nel mirino, e per morirci.

 

>> 28/01/2009

La macchina da scrivere
Una serata in ricordo del cronista Mario Francese - di Roberto Puglisi


In sottofondo il ticchettio di una macchina da scrivere. Il suono riconoscibile, l'attrezzo mitico, il segno della nostalgia.

La macchina da scrivere – richiamata in una bella clip di Roberto Villino – cioè, il simbolo della pulizia, della la passione, dell'onestà: il grumo di ingredienti che dovrebbe contraddistinguere almeno la parte nobile del mestiere di giornalista.
Una semplice macchina da scrivere, col suo ticchettio, ha accompagnato [continua...]

.
>> 25/01/2009

Francese, il cronista controcorrente che svelò l' ascesa dei corleonesi Repubblica -

  25 gennaio 2009 pagina 8 sezione: PALERMO di Luca Tescaroli

In una serata di pieno inverno, quando l' Italia era percorsa dalla minaccia terroristica, alcuni sicari silenziosi e spietati rapirono alla vita un siciliano per bene, padre di quattro figli, mentre stava rientrando a casa dopo un' impegnativa giornata di lavoro. Aveva appena posteggiato l' auto e stava per raggiungere il portone dello stabile in cui abitava, quando l' imboscata scattò in viale Campania. Per sedici anni aveva scritto di cronaca giudiziaria, era divenuto una delle firme più apprezzate del Giornale di Sicilia e uno dei più esperti conoscitori delle vicende mafiose.
[continua...]

.

Video 26/01/2009 Palermo, Teatro Politeama

.

.

>> 28/01/2009

Lunedì 26 gennaio 2009 ore 21:00 Palermo, Teatro Politeama, Ingresso Libero

Costanza Calabrese, Felice Cavallaro, Filippo D'Arpa, Davide Enia, Francesco La Licata, Franco Nicastro, Salvo Piparo, Ernesto Maria Ponte, Gian Antonio Stella, Salvo Toscano

 

Cari colleghi, ho il piacere di invitarvi a nome del Consiglio a partecipare alle iniziative che l'Ordine ha promosso in occasione del trentennale dell'uccisione di Mario Francese. Nel comunicato il programma della giornata del 26 gennaio 2009. Grazie di cuore. 

Franco Nicastro

Una serata al teatro Politeama di Palermo per ricordare Mario Francese, nel trentesimo anniversario della sua morte per mano mafiosa. "Una vita per la cronaca - Mario Francese trent'anni dopo" è l'iniziativa promossa dall'Ordine dei giornalisti di Sicilia, in collaborazione con la Zerotre, che si terrà lunedì 26 gennaio alle 21. La manifestazione in memoria del cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, assassinato da Cosa nostra per le sue inchieste scomode, è il primo appuntamento con il premio intitolato a Francese, che verrà consegnato nella seconda metà dell'anno.
La serata metterà insieme giornalismo e teatro e sarà introdotta dall'intervento del presidente dell'Ordine siciliano Franco Nicastro. All'evento parteciperanno anche gli inviati Felice Cavallaro e Gian Antonio Stella (Corriere della Sera) e Francesco La Licata (La Stampa).
In programma anche tre momenti di teatro, con le esibizioni di tre artisti palermitani. Davide Enia proporrà il monologo "L'uccello grifone". Ernesto Maria Ponte reciterà il monologo "Sono mafioso", scritto con Filippo D'Arpa. Salvo Piparo, infine, leggerà un monologo inedito e ispirato alla figura di Francese, scritto per l'occasione da Felice Cavallaro e Filippo D'Arpa. Presenteranno i giornalisti Costanza Calabrese e Salvo Toscano.
In occasione della serata sarà anche distribuito il volume monografico edito dalla Novantacento e pubblicato in allegato al mensile di cronaca "S" che ripropone l'ultima grande inchiesta di Francese sugli affari che la mafia stava preparando alla fine degli anni '70. Un'inchiesta che fa riferimento a personaggi e vicende ancora attuali nelle indagini che riguardano Cosa nostra.
In mattinata è previsto alle 9,30 un raccoglimento, per iniziativa dell'Unione nazionale cronisti, davanti alla lapide di viale Campania che ricorda il delitto. Alle 10,30 sarà celebrata una messa nella cappella delle suore Paoline in corso Vittorio Emanuele 456, di fronte alla Cattedrale. Subito dopo, in una saletta della libreria delle Paoline, si svolgerà un confronto sui temi etici del giornalismo e sui nuovi media tra il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro, e il direttore della pastorale per le comunicazioni sociali dell'arcidiocesi di Palermo, Pino Grasso. L'incontro sarà moderato da suor Fernanda Di Monte.

.

>> 25/01/2008

:: Premio Francese 2008 ::

Mario Francese ricordato a Bagheria
Dibattito acceso sull'informazione oggi

Mario Francese,29 anni dopo
Ricordato in viale Campania
Il sindaco: giornalista coraggioso   [  leggi ]

 

>> 23/01/2008

Spazio Stampa Cronaca [leggi]

Quotidiano indipendente di informazione fondato dai Giornalisti Uffici Stampa della Lombardia

*

Sarà assegnato  venerdì 25 gennaio a Gianluigi De Stefano, per un documento con il quale ha ricostruito la vita e le vicende legate alla prematura morte di Giancarlo Siani, giovane pubblicista napoletano assassinato nel 1985 a seguito delle sue inchieste sulla criminalità organizzata in Campania, il premio giornalistico nazionale Mario Francese 2008. 

[vai alle News]

 

>>19/01/2008

UNIONE CRONISTI RICORDA MARIO FRANCESE A PALERMO 
......

 A 29 anni dall'omicidio, il Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani ricorda il sacrificio del cronista Mario Francese con una cerimonia che avrà luogo il prossimo sabato, 26 gennaio, sul luogo dell'agguato. 

[vai alle News]

Mario Francese e gli altri giornalisti uccisi a maggio giornata nazionale della memoria
 «Mario Francese, così come gli altri sette giornalisti uccisi in Sicilia dagli anni '60 ad oggi saranno ricordati il prossimo 3 maggio a Roma, in Campidoglio, nel corso della Prima 'Giornata della Memoria a ricordo dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo.

[vai alle News]

 

>> 12/01/2008

Una via di Aspra ricorderà il cronista ucciso dalla mafia nel 1979. Il 25 gennaio le grandi firme del giornalismo nella città delle ville [...]

Una strada per Mario Francese   [vai alle News]

 

>> 11/01/2008

"Mario Francese", il 25 gennaio la premiazione a Villa Cattolica

A Bagheria (Palermo) la cerimonia conclusiva dell'iniziativa organizzata dall'Ordine di Sicilia
Prevista l'inaugurazione di una mostra e la tavola rotonda "La notizia sotto assedio"


Riconoscimenti a tre tesi di laurea su temi e personaggi del giornalismo: torna il concorso che ricorda il collega ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. In programma l'apertura dell'esposizione “Una vita in cronaca”, la proiezione del video vincitore del Premio e l'intitolazione di una strada a Mario Francese. Presentata all'Università una una ricerca su mafia e informazione
>> Lezione del pm Prestipino all'Ateneo: "Così comunicano i boss"
>> Memoria: il "Maria Grazia Cutuli" consegnato a Siracusa

>> 01/10/2007

Pubblicato  su Repubblica l'articolo di Salvo Palazzolo

La Catena degli orrori nella città smemorata

Il promemoria delle verità che mancano iniziò a scriverlo suo padre [...]

clic per ingrandire

>> 03/09/2007

>> Villa Cattolica, Bagheria, 3 Settembre 2007

PER IL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA DIPARTITA DI GIUSEPPE   [ leggi l'articolo ]

di Nicola Marcello Monterosso

>> L'associazione di promozione sociale A Testa Alta ci comunica che lunedì 3 settembre, alle ore 21 presso la chiesetta di Santa Rosalia (villa Cattolica Bagheria) verrà presentato il libro di Salvatore Cernigliaro "per non dimenticare Giuseppe Francese, edizioni Coppola - Solidaria. [ vai alle news ]

 

>> 28/04/2007

L'arresto di Provenzano tra docu-fiction e realtà

 
Il Premio Francese 2007
agli autori di 'Scacco al re'
E i protagonisti della cattura
raccontano la caccia a 'Binnu'


Consegnato al regista Claudio Canepari il riconoscimento dedicato al cronista ucciso dalla mafia. Il presidente dell'Ordine di Sicilia, Franco Nicastro: "Una produzione originale e di qualità". All'incontro, a Ragusa, Renato Cortese, primo dirigente della Polizia di Stato, e Michele Prestipino, sostituto procuratore della Dda di Palermo, hanno fatto luce sulle strategie per acciuffare il superlatitante
>> Napolitano: "Importante riflettere sul giornalismo d'inchiesta"

>>26/04/07

Napolitano ricorda Francese, "coraggioso giornalista"

  (ANSA) - PALERMO, 26 APR - «Desidero rivolgere un saluto partecipe a tutti i presenti alle iniziative legate al premio dedicato a Mario Francese, coraggioso cronista siciliano ucciso dalla mafia, che quest'anno si svolgono a Ragusa in omaggio a Giovanni Spampinato, che in questa città ha onorato la professione giornalistica e i valori di verità, legalità e giustizia». Lo scrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al presidente dell' ordine dei giornalisti di Sicilia [...]

>>26/04/07

Forgione: una giornata della memoria per Francese e gli altri giornalisti uccisi

«L'informazione nel corso degli anni, per via delle trasformazioni intervenute, ha perso lo spirito e il carattere dell'inchiesta». Lo  ha affermato il presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione,inaugurando la mostra fotografica Il giornalismo che non muore a Ragusa nell'ambito delle iniziative del premio Mario Francese che quest'anno si svolgono nel capoluogo ibleo per ricordare i35 anni dall'uccisione del cronista Giovanni Spampinato.
   «Nessun paese - ha sottolineato Forgione - ha avuto tante vittime tra i giornalisti come in Italia. Le mafie vivono di omertà e silenzio e la lotta contro le mafie vive invece di parola e di trasparenza e di inchieste sociali perché i poteri occulti dei criminali vanno cercati la dove non si vedono» [...]

>> 03/04/2007

Il premio Mario Francese all'inviato Sigfrido Ranucci

Consegnato il riconoscimento al giornalista di Rainews24
A Cefalù la cerimonia e tre iniziative dedicate alle "Voci di libertà"

Con un reportage sull’uso di armi chimiche a Fallujia, Sigfrido Ranucci si è aggiudicato il premio dedicato al cronista di giudiziaria ucciso dalla mafia nel 1979. Nella sezione tesi di laurea hanno vinto Salvatore Cataldo, Maria Teresa Camarda e Adriana Falsone. A consegnare il riconoscimento è stato Giulio Francese, figlio di Mario. Nell'ambito del concorso, l'Ordine di Sicilia ha anche organizzato una mostra sui giornalisti uccisi, un incontro con lo scrittore Vincenzo Consolo (nella foto assieme a Franco Nicastro) e un confronto con i ragazzi di "Addio pizzo".

>> SPECIALE DEDICATO A MARIO FRANCESE
Palermo. Inaugurata la mostra sul cronista di giudiziaria

>> Intitolata la Scuola di Giornalismo al cronista ucciso dalla mafia

Cronisti in erba nel nome di Francese
L'inaugurazione a 27 anni esatti dall'omicidio del giornalista del Giornale di Sicilia. "Questo è un anniversario non di tensione, ma di gioia, come non mi era mai successo", dice commosso Giulio Francese, il figlio di Mario. "Un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro", afferma il rettore Silvestri. Secondo il segretario dell'Ordine nazionale, Vittorio Roidi, "questa intitolazione non è solo bella e giusta, ma è anche una responsabilità, perché Mario si è giocato la pelle per cercare la verità". Il presidente dell'Odg siciliano, Franco Nicastro, ricorda con nostalgia "la capacità di andare dentro i fatti, come sapeva fare Francese" [...]

 

>> 01/12/2004

A Carlo Lucarelli il Premio Francese 2004
"Onorato di riceverlo nella città di Sciascia"
Conferito allo scrittore e conduttore della trasmissione televisiva "Blu notte" il premio intestasto al cronista ucciso nel 1979. La cerimonia ha concluso il seminario che si è tenuto a Palermo e Racalmuto (introduzione ai lavori di Franco Nicastro). Nella motivazione, la commissione ha spiegato di avere "apprezzato l'impegno con cui è stata realizzata la puntata sulla mafia". La sezione tesi di laurea è stata assegnata a Gesualdo Nasca, Roberto Valguarnera e Giovanna Cucè

 

>> 29/10/2002

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, informa il Consiglio della richiesta di iscrivere alla memoria, nell’albo dei pubblicisti,  Giuseppe Francese...

>> 03/11/2002
In ricordo di Giuseppe- ore 21.30 "I Candelai" via Candelai  Palermo. Musica, foto, presentazione del sito web, distribuzione del volume "Con i miei occhi"

>> 28/10/2002
(ANSA) - PALERMO, 28 OTT - Torna in appello l'uccisione del giornalista Mario Francese, eliminato 23 anni fa per le sue coraggiose inchieste sulla mafia. Il processo di secondo grado comincerà il 31 ottobre davanti alla corte presieduta da Vincenzo Oliveri.

Mario

Francese

     

Biografia
Foto
News
Articoli
Inchieste
Dossier

.

.

Video      

TG2 Rai Dossier Storie 
Servizio su Mario e Giuseppe Francese dal minuto 12:47
04/06/2011

Servizio Tg5 su Mostra Mario Francese allo Spasimo 08/05/2000

Uomini del Colorado, pensieri e parole per Mario Francese", di Silvia Francese (26-4-2007-Ragusa)

Servizio Tg3 su mostraMario Francese allo Spasimo 08/05/2000

Telesicilia intervista Mario Francese 16/02/1978

Mario Francese un serio giornalista

"trent'anni dopo..." serata Politeama

Articoli      
Il Dossier sulla mafia

Pubblicato postumo a puntate in supplemento al Giornale di Sicilia, il dossier è la paziente,logica, ricostruzione delle maggiori inchieste condotte dal giornalista siracusano


Le Grandi Inchieste

l'incredibile storia di appalti e delitti per la diga Garcia


Le denunce sociali

dalla parte dei più deboli


Personaggi e interviste

Complici e vittime


Testimonianze

Massacro alla Vucciria

li ho visti uccidere

Inchieste      
GdS 4.9.1977

GdS 6.9.1977

[...]

 

html: Nix! www.webzoom.it